Natura et Ratio

lunedì, maggio 22, 2006

(TERMO)VALORIZZARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SI PUO', SI DEVE.

Ci sono alcuni Comuni italiani (...leggasi Italia, Europa, pianeta Terra, Sistema solare ... non stiamo parlando di "mondi paralleli" o di universi sconosciuti), che hanno superato, già nel 2004, l'80% di raccolta differenziata.
Significa che per 100 kg di rifiuti pro-capite prodotti, più di 80 kg sono recuperati e riciclati.
Scusatemi la banalità della domanda, ma secondo voi questi comuni hanno bisogno di termovalorizzatori, inceneritori & co. ?
Chi ha risposto di si, può fare a meno di leggere queste poche righe.
Villafranca d'Asti (AT). Circa 3.000 abitanti, una cittadina poco più piccola - ad esempio - di Ostra Vetere.
Percentuale di rifiuti intercettati con la raccolta differenziata nel 2004: 85,38%.
Marene (CN). Circa 2.800 abitanti, un paese poco più grande - ad esempio - di Montecarotto.
Percentuale di rifiuti intercettati con la raccolta differenziata nel 2004: 81,82%.
Torre Boldone (BG). Circa 7.800 abitanti, comune poco più grande - ad esempio - di Ostra.
Percentuale di rifiuti intercettati con la raccolta differenziata nel 2004: 80,05%.
Preganziol (TV). Circa 16.000 abitanti, una città poco più grande - ad esempio - di Chiaravalle.
Percentuale di rifiuti intercettati con la raccolta differenziata nel 2004: 78,53%.
Bellizzi (SA). 13.000 abitanti, raccolta differenziata nel 2004 al 69%.
Giffoni Sei Casali (SA). 4.500 abitanti, raccolta differenziata nel 2004 al 66%.

Potrei continuare con decine di altri Comuni "ricicloni" piccoli o grandi, del nord o del sud, Comuni e comunità (fatte da cittadini, amministratori e politici lungimiranti) che hanno detto chiaramente "no" ai termovalorizzatori con la risposta più semplice e pratica che ci sia: separare i rifiuti fin dalla pattumiera di casa per avviarli al riciclaggio.
Con queste percentuali non c'è bisogno di impianti che bruciano rifiuti (con o senza recupero di energia), perchè ... di rifiuti non ce ne sono più (o quasi).
E allora, verdi o non verdi, rossi o non rossi, neri o non neri (qui la politica non c'entra) ecco il perchè molti termovalorizzatori/inceneritori non servono e non serviranno, nè oggi nè mai. Non si tratta di essere per forza "contro" questo inceneritore o quel termovalorizzatore, ma di scegliere il percorso più salubre e naturale: perchè semplicemente imitando la natura - che ricicla di continuo la materia - con la raccolta differenziata si eliminano i rifiuti andando ad intercettarli per l'avvio al riciclaggio e al riuso/commercializzazione sotto altre forme.
E allora, senza tirare in ballo mille altre ragioni sfavorevoli agli impianti di incenerimento/termovalorizzazione dei rifiuti, ragionando su questi pochi dati appare chiaro come una seria politica ambientale, che tuteli la salute e le tasche dei cittadini, debba investire con decisione - anche se con anni di ritardo - nella "filiera" della raccolta differenziata/riciclaggio. La linea da seguire è chiara e forse gli unici materiali da termovalorizzare - scusatemi lo sfogo - sono le menti perverse di chi nel 2006 prospetta ancora inceneritori e/o termovalorizzatori a destra e a manca.
Le soluzioni al "problema" (o "affaire") dei rifiuti ci sono. Gli strumenti li conosciamo e sono alla nostra portata. Di esempi positivi ce ne sono a decine. In Italia. In situazioni del tutto simili alla nostra. E allora mi chiedo: che cosa ha Senigallia meno di Crema (33.000 abitanti, 70% di raccolta differenziata) ? E perché la Provincia di Ancona, complice il Consorzio CIR 33, sceglie la venefica e facile strada dell'impianto di termovalorizzazione alimentato con Combustibile Da Rifiuti (CDR) nell’impianto di Maiolati Spontini ? I cittadini di Moie e dintorni lo sanno del pericolo “nanopolveri” e diossine ?
David Fiacchini

I dati riportati in questo articolo sono tratti dal dossier "Comuni Ricicloni 2004" (Legambiente) e dal "Rapporto 2004" curato da APAT e Osservatorio Nazionale dei Rifiuti.

- Nota redazionale -
L’articolo può essere linkato, citato e/o copiato, in tutto o in parte, purché vengano citati autore e fonte:
David Fiacchini, articolo scritto il 31 marzo 2006, aggiornato il 22 maggio 2006 e pubblicato lo stesso giorno su http://naturaetratio.blogspot.com .