Natura et Ratio

domenica, ottobre 01, 2017

Quanto ne sappiamo sui danni dell'inquinamento atmosferico in Italia?

Nel Belpaese si contano 1500 decessi/anno per milione di abitanti - valore di gran lunga superiore a tutte le altre nazioni europee - dovuti all'inquinamento atmosferico. E molte di queste morti premature riguardano giovani e giovanissimi!
In termini di prevenzione primaria si sta facendo ben poco: occorre lavorare anche su questo al Ministero della Salute, di concerto con gli altri dicasteri interessati (Ambiente e Sviluppo Economico in primis)!
#salute #ambiente #inquinamento #prevenzione Eccovi l'articolo divulgativo comparso su Repubblica.it

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domenica, agosto 06, 2017

Bere per star bene. Fino a star male...

Car* ragazzuol* che approfittate - giustamente - di festival & sagre estive per divertirvi in compagnia ed allegria: tra le altre cose sappiate che - maggiore età ex lege - un bicchiere (sarebbe più corretto parlare di "unità alcolica") di birra o di vino a pasto va più che bene. Leggasi: ci sono più "vantaggi" che "svantaggi".
Guardando a destra e a manca, però, tra ritrovi celtici, immancabili feste della birra e concerti alternativi, vedo, sento e leggo (anche, purtroppo, dalle "cronache ospedaliere") che "esagerare" sembra essere diventata sempre più "la regola" (o quasi). Che vi posso dire che non sapete già?
Forse che il gusto della bevanda alcolica, dopo il secondo o il terzo bicchiere, non si percepisce più perché abbiam "saturato" i recettori e "obnubilato" il cervello (deprimendo i recettori neuronali fondamentali per diversi neurotrasmettitori quali il GABA e il glutammato), quindi... cui prodest?
Oppure che il fegato, che qualcuno orgogliosamente dice di aver "...di acciaio inossidabile" perché "...regge tutto", si danneggia progressivamente e non riesce più, giorno dopo giorno, mese dopo mese, a riparare le lesioni procurate da questo comportamento "...che ci fa star tanto bene", fino a procurarsi - anche mesi o anni dopo, in modo silente - steatosi, fibrosi, cirrosi e tumori?
Oppure che c'è modo e modo per divertirsi volendo bene a quella meravigliosa macchina che è il nostro corpo, senza per forza esagerare o dimostrare chissà che cosa? Insomma, "est modus in rebus"...
Anche questa è cultura, credo. E anche questo è buonsenso.
Del resto, non c'è niente di più alternativo e speciale di essere... "normali", perché ognuno di noi è già di per se bello, unico e particolare. O no?

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mercoledì, luglio 19, 2017

Salute e.... salute!

Sul fatto che la vita sia soltanto "una" dovremmo essere, in scienza e coscienza, tutti d'accordo.
Penso anche che l'importanza di mantenersi in uno stato di salute buono (senza che questo significhi per forza di cose "sacrificarsi" o "fare troppe rinunce") possa essere considerato un obiettivo condiviso e condivisibile.
Bene.
Ciò premesso mi (vi) chiedo: perché, o persone dotate di intelletto e di buonsenso (e ne avete a sufficienza, se più sopra eravate d'accordo con me), continuate a... "rilassarvi" peggiorando il vostro stato di salute e - indirettamente - la salute di chi vuole bene ?
Mi spiego meglio: perché cercare sollievo (...illusorio), distrazione, benessere (...fittizio) in gesti o azioni o "vizi" che - le evidenze mediche e scientifiche lo mettono nero su bianco da decenni - ci faranno ammalare?

Di comportamenti e azioni "alternative" al fumo (...di tutti i tipi! E anche se ... "ne fumo una al giorno"), all'alcolismo (..."una sbornia ogni tanto che male fa"...), alle droghe... ce ne sono a bizzeffe e fanno star meglio - leggasi m e g l i o - il nostro corpo, stimolando la produzione degli ormoni del benessere e del buonumore!
Insomma, rischiamo di essere felici e rilassati mantendoci in salute :) . Pazzesco, non vi pare?

Quali sono queste azioni "miracolose"? Ve ne elenco giusto alcune:
- abbracciarsi per almeno 20 secondi (va bene anche con un gatto o con un cane, a patto che siano d'accordo ;) ).; - mangiare cioccolato fondente;
- fare una corsetta (o una camminata a passo abbastanza veloce); meglio ancora... iniziare a praticare uno sport (per divertirsi, non per competere e basta!);
- ridere di gusto (per qualche minuto al giorno);
- ascoltare buona musica (e mettersi a ballare!);
- mangiare i cosiddetti "alimenti funzionali" secondo i recenti dettami della nutraceutica (per chi vuole qui c'è da approfondire!);
- leggere un buon libro;
- fare aromaterapia (qui ancora non ci sono molti studi a confermare gli effetti a livello psico-fisico, ma... inalare profumi come quello di lavanda o menta piperita male non fa ;) );
...

PS: ovviamente tutto il "potere" contenuto in queste azioni può non essere sufficiente, se si fa una vita perennemente stressante e se ci si circonda di amici lagnosi e negativi. In questi casi... non fate l'errore di "cadere" nella sigaretta o in altri comportamenti negativi: non fate che peggiorare la situazione.
Cambiate lavoro e/o "amici", no? ;)
#salute #prevenireèmegliochecurare #benessere

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martedì, maggio 09, 2017

Sulla sensibilità: educazione naturalistica ed empatia

Laboratorio di scienze, ore 13:30 circa.
Le lezioni sono terminate da una decina di minuti, mi metto a riordinare libri e relazioni, controllo la posta elettronica e addento il tramezzino nella... "pausa pranzo" quando sento, alle mie spalle, due voci allarmate: "...prof, prof!!!!".
Mi volto e due studenti entrano trafelati nel laboratorio con in mano un... "carico" tanto anomalo quanto prezioso, rinvenuto appena qualche minuto prima in una via limitrofa alla scuola.
Si tratta di un adulto di Rondone comune (Apus apus) che, con buona probabilità, è andato ad urtare una vetrata ed è caduto a terra. Non presenta ferite superficiali evidenti, le ali sono integre ma... appare decisamente frastornato. Mettiamo l'animale a riposo e in osservazione all'interno di uno scatolone, per verificare se - trascorsa un'oretta - riprende ad essere curioso, attivo e mobile (segno, abbastanza empirico, di buona salute). In caso contrario mi riprometto di chiamare un amico veterinario esperto in avifauna.
Il Rondone comune è un animale spettacolare sia per la peculiare bio-etologia, sia per l'aspetto fisico: corpo affusolato e ali falciformi, è una vera e propria macchina per il volo e, pur "assomigliando" - in apparenza - alle più note rondini, presenta caratteristiche fisiche e comportamentali molto diverse.
Vorace insettivoro, migratore, gran chiacchierone: nel corso dei voli spericolati e acrobatici, i garriti emessi dagli individui permettono loro di conoscere sempre la posizione e le eventuali variazioni di rotta da apportare all'istante.
Generalmente è più "facile" trovare a terra i giovani appena involati dal nido, ma non siamo ancora nel momento "clou": questi apodiformi (come ricorda il nome) possiedono delle zampette molto corte non adatte per garantire la locomozione o una spinta verso l'alto per prendere il volo (come avviene negli altri uccelli). Esemplari che cadono a terra, dunque, se non vengono salvati difficilmente tornano a volare e finiscono tra gli artigli di qualche predatore.
Qui qualche consiglio utile, visto che tra qualche settimana potrebero servire.
Più in generale, per saperne di più sui rondoni consiglio questa pagina divulgativa.
Ringrazio di cuore i ragazzi (Giacomo e Alessandro) per aver operato questo salvataggio su strada: potevano restare indifferenti e passare oltre, o fermarsi e limitarsi a guardare, col rischio che un veicolo o un gatto ponessero fine alla storia.
E invece - e di questo, scusatemi, ne vado molto orgoglioso :) - di fronte ad un animale in difficoltà lo hanno soccorso senza esitazioni. Guardate, non è così banale o scontato: la sensibilità e l'attenzione verso animali che non siano cani e/o gatti (per riferirsi a quelli con cui più comunemente abbiamo a che fare) è una dote molto, molto rara. Che si apprende in età giovanile: bisognerebbe lavorare di più sui temi di educazione naturalistica fin dalle scuole elementari, per acquisire quell'empatia che da grandi difficilmente riusciremmo a sviluppare. Storie da #IISDaVinci #CivitanovaMarche :)

PS: volete conoscere la fine della "storia"?
Dopo un paio d'ore, ispezionato e idratato, l'animale è tornato più che attivo (muovendo le ali e manifestando una certa "volontà" di rimettersi in volo), segno evidente che si era ripreso dal probabile urto. Se avesse avuto danni più seri... sarebbe rimasto immobile e frastornato, come più volte in passato mi è capitato di osservare per questa ed altre specie. Al primo tentativo di 'accompagnamento al volo'... è ripartito senza apparenti problemi, sfrecciando nel cielo come solo i rondoni sanno fare :D Buona vita, Apus!

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mercoledì, aprile 19, 2017

Sulla libertà

Ci sono nazioni o intere aree geografiche che, storicamente, hanno contribuito - chi più, chi meno - alla "conquista" dei diritti civili e al progresso nelle arti e nelle scienze.
Oggi alcuni di questi Paesi, governati da regimi tutt'altro che democratici, calpestano qualsivoglia diritto non vada a genio al dittatore di turno e/o proibendo/vietando usi, costumi, tecnologie, libertà, tornando indietro di secoli!
Uno di questi stati è la Turchia: la vicenda del giornalista e documentarista italiano Del Grande(*) è solo l'ultima di tante nefandezze compiute dal regime turco contro persone sospettate di essere "ostili" o "pericolose" (migliaia di arresti e di sospensioni dal servizio tra insegnanti, impiegati, letterati, politici, per non parlare delle persone misteriosamente "scomparse" da mesi....).
Il tutto, nell'anno 2017, in spregio a qualsivoglia diritto civile e umano!!!
Oltre a scrivere alle ambasciate, a partecipare ad iniziative di sensibilizzazione, a sostenere le attività di organismi internazionali e ONG che si occupano di diritti umani, non resta che 'boicottare' questi regimi, evitando di acquistare prodotti e pianificare vacanze nei siti di interesse culturale e/o turistico.
Servirà, forse, a poco... ma almeno non saremo rimasti indifferenti! Del resto, "il mondo è quel caos che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'indifferenza dei giusti che se ne accorgono e non fanno nulla" (frase attribuita ad Albert Einstein).

(*) Certamente il confine con la Siria non è, in questi ultimi tempi, il luogo migliore dove soggiornare o svolgere inchieste. Probabilmente ci sarà anche stata qualche leggerezza (...nei documenti, con le certificazioni, ecc.), tutto da verificare.
Ma è anche vero che il "mestiere" di giornalista ti porta a mettere il naso, coraggiosamente, dove ci sono lati oscuri e vicende poco chiare. Toccando, spesso e volentieri, interessi troppo grandi...

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lunedì, gennaio 16, 2017

Salute e qualità dell'aria: inquinati e moribondi a norma di legge. In Italia, come al solito!

Argomento "salute" e "qualità dell'aria".
Come è noto, sono in costante aumento le patologie (anche mortali) legate alla cattiva qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno nelle nostre città. Chi ci rimette, come al solito, sono soprattutto bambini e anziani... i soggetti più deboli. Tanto per rinfrescare la memoria, uno degli ultimi (e tragici) aggiornamenti.
Bene.
La Regione Marche che fa, visto che in quanto a smog non scherziamo per niente?
Vedere il rapporto 2016 dell'ISPRA sullo stato dell'ambiente in Italia e dare una rapida occhiata, scaricando il capitolo 5, alla vostra regione di residenza (nel mio caso, tratto delle Marche).
Nel silenzio generale dei mass-media (e dell'assessorato competente), la giunta regionale emana cheta cheta a fine dicembre una 'classica' delibera "salvacapra&cavoli" (e in piena tradizione "scaricabarile", lasciando la patata bollente ai sindaci dei comuni) avente come oggetto "Misure contingenti 2016/2017 per la riduzione della concentrazione degli inquinanti nell'aria...".
Qui potete scaricare e leggere, se volete, il pdf della DGR. Due sintetiche osservazioni:
1) non tutti i comuni hanno centraline funzionanti e non tutte le (poche) centraline attive misurano i vari parametri richiesti per valutare compiutamente i livelli degli inquinanti (a chi spetta installarle e a chi spetta "farle funzionare"?!?!);
2) se i "risultati attesi" (citando testualmente la D.G.R. della regione a pag. 13) sono questi: "Grazie alle misure previste dal presente atto, si ritiene che ci saranno LIMITATI SUPERAMENTI dei limiti normativi per la qualità dell'aria ... " e cioè che si può continuare ad inquinare tranquillamente e a respirare PM10 & co., l'allarme lanciato da pneumologi ed oncologi sull'incremento delle malattie dell'apparato respiratorio in chi abita nelle città assediate dallo smog continuerà a restare inascoltato da chi ha il DOVERE di tutelare la salute e l'ambiente.
Inquinare si può. Per legge. E anche morire, sempre a norma di legge.
Insomma... "così è, se vi pare". #sapevatelo

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sabato, ottobre 01, 2016

Addio agli olmi?

Con l’inizio di ottobre si entra a tutti gli effetti in autunno e le piante caducifoglie iniziano ad indossare “vestiti” giallo-arancioni prima di spogliarsi del tutto, assumendo il tipico habitus invernale. Se vi siete guardati bene attorno, però, da qualche anno a questa parte c’è un albero tipico del nostro paesaggio rurale che già in tarda primavera ingiallisce anzitempo e si secca quando è ancor troppo “giovane” per trasformarsi in necromassa.
Si tratta dell’Olmo campestre (Ulmus minor), pianta sacra per il “dio dei sogni” - Morfeo - secondo quanto viene riportato da Virgilio nell’Eneide, dai buffi semi simili a piccoli dischi volanti che una volta i bambini chiamano “pane del maggiolino”. Diffusa in Europa continentale, Asia mediterranea e America settentrionale, cresce nei boschi e nei terreni incolti, lungo il greto dei ruscelli e in zone tipicamente rurali. Quando si trova isolata, tra campi coltivati e casolari, può raggiungere dimensioni notevoli e avere una chioma decisamente ampia: in passato, contadini e braccianti approfittavano della “meriggia” offerta da esemplari maestosi di questa pianta per rifocillarsi e riposarsi. Su tutti, il famoso “Olmo bello” (o Olmo di Lando, in località Casine di Ostra) ben conosciuto nell’hinterland senigalliese, raffigurato in immagini d’epoca dalle quali non si riesce ad apprezzare i 28 metri d’altezza e i 110 metri di circonferenza della chioma.
Osservando le nostre campagne, specialmente tra le province di Macerata e Ancona, avrete notato in questi ultimi anni la diffusa moria che riguarda questa pianta. L’olmo campestre è una specie tra le più suscettibili alla fitopatia denominata “grafiosi”, malattia è causata da un fungo ascomicete di origine asiatica, Ophiostoma ulmi s.l., che già all’inizio del secolo scorso devastò rapidamente le popolazioni di olmo europee e nordamericane.
Il fungo patogeno agisce entrando in contatto con le piante sane nella porzione superiore della chioma per il tramite di alcuni insetti scolitidi, piccoli coleotteri che compiono il loro ciclo biologico ignari e inconsapevoli di diffondere la malattia volando da olmi malati verso olmi sani.
Dal momento dell’inoculazione si osserva rapidamente la comparsa di foglie gialle e avvizzite su tutta la parte alta della chioma, per poi appassire in poco tempo: lo sviluppo dei sintomi è più intenso nel periodo primaverile che in estate, e colpisce in maniera più forte l’Olmo campestre e meno altre specie, quali l’Olmo montano.
Dopo la prima ondata epidemica, a partire dal 1970-75 la malattia ha avuto nel centro Italia una forte recrudescenza a seguito dell’introduzione di ceppi virulenti dal Nord America, con gravi danni all’economia, all’ambiente e soprattutto al paesaggio caratteristico delle zone rurali e peri-urbane. Oggi, dopo una breve “tregua”, eccoci ancora sul campo a dover contare i danni di questa malattia sempre più aggressiva: nella sola vallata del Tronto, dove recentemente è stata portata a termine una ricerca per una tesi universitaria, è stata registrata la scomparsa quasi totale di esemplari adulti, fatta eccezione per alcuni individui di età superiore ai 50 anni in alcuni comuni montani. E nel maceratese la situazione non è dissimile, purtroppo.
Addio agli olmi, dunque? Non è ancora detto!
I botanici impegnati in programmi di ricerca genetica condotti in alcuni istituti scientifici, tra i quali, in Italia, l’Istituto per la Protezione delle Piante del CNR (IPP), hanno selezionato piante resistenti alla grafiosi. Ad oggi sono cinque i cloni di olmo resistente alla grafiosi che l’IPP ha brevettato, e tra questi segnaliamo il clone ribattezzato “Morfeo”.
Grazie all’utilizzo di varietà resistenti, sia da parte delle amministrazioni pubbliche che dei privati, l’olmo si potrà riappropriare dei propri spazi, inizialmente nei contesti ornamentali e poi in ambienti peri-urbani. Più lungo, secondo i ricercatori, il processo che porterà ad un recupero nel contesto rurale e boschivo: per il momento, dunque, saremo costretti a vedere un progressivo declino di uno dei simboli dell’ambiente di casa nostra.
Ma non dobbiamo restare passivi, perché disinteresse e indifferenza causano danni ancor peggiori di quelli che già registriamo. Quello che nel nostro piccolo possiamo fare, da cittadini attenti alle problematiche ambientali, è, tra le altre cose:
- segnalare agli enti competenti (Assessorato all’Agricoltura e Foreste della Regione - qui nel caso delle Marche - , centri di ricerca come l'ASSAM, Corpo Forestale dello Stato) la diffusione di questa malattia nella propria zona, nell’ottica della “citizen science ”;
- evidenziare alle amministrazioni e ai politici di riferimento la necessità di incentivare la ricerca scientifica in ambito botanico e fitosanitario (per raccogliere e selezionare il germoplasma di esemplari di olmo ancora in vita nei punti più colpiti dalla grafiosi nella nostra regione);
- promuovere, con l’aiuto degli enti di ricerca e di vivai specializzati, una graduale ripiantumazione delle varietà resistenti. C’è ancora molto da fare per cercare di salvare questo imponente albero su cui - secondo il poeta Virgilio - albergano i sogni dell’umanità, appesi sotto alle sue fronde.

Bibliografia essenziale di approfondimento

Biondi E. & Baldoni M.A., 1996. Natura in provincia di Ancona. Guida alla conoscenza e alla conservazione del territorio. Provincia di Ancona, Assessorato all’Ambiente.

Pascali G., 2010. Monitoraggio sulla diffusione della grafiosi dell'olmo nella vallata del Tronto (AP). Università degli Studi di Firenze, corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali.

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