Natura et Ratio

venerdì, settembre 16, 2022

Una nuova tragedia si abbatte nelle Marche: mitigazione ed adattamento, questi sconosciuti!

Un'altra tragedia si è abbattuta sul territorio sempre più fragile - dal punto di vista socioeconomico ed ambientale - della nostra pur bellissima regione!!!

Non ci sono parole che possono alleviare l'enorme dolore di chi ha perso un familiare, un amico, la propria abitazione...  

Nei prossimi giorni verranno analizzate più nel dettaglio cause ed eventuali responsabilità, ma non si può continuare a contare morti, feriti e danni: questa notte è toccato alle Marche, qualche settimana è accaduto in Toscana, in Veneto, in Liguria, in Irpinia, a Stromboli, in Val di Fassa... 

Però... da quanti anni scienziati e tecnici si sgolano per far capire ad amministratori locali e nazionali cosa occorre fare per ridurre i rischi  (interventi di mitigazione) e prepararci ai prossimi eventi meteorologici estremi (adattamento)? 

Figuratevi che nella mia tesi di laurea, poi confluita in un libretto pubblicato nel 1999, riportavo proprio per il fiume Misa alcune indicazioni - tratte da altre situazioni italiane applicabili, opportunamente dimensionate, anche su scala locale - utili per laminare le piene, intervenire con tecniche di ingegneria naturalistica, riattivare il reticolo idrografico minore e secondario (come i canali che un tempo alimentavano i mulini nella parte bassa della valle), delocalizzare edifici ed abitazioni costruiti nell'alveo di piena... 

Negli anni seguenti sono poi stati presentati, sempre per il Misa, progetti di un certo spessore proprio per mitigare il rischio delle esondazioni: ora, quanti assessori, presidenti, funzionari si sono avvicendati senza far nulla o rimpallandosi competenze, costi, progetti? 

Poi il Misa ha fatto, in più occasioni, quello che un fiume sa fare: ho ancora in mente la tragedia di maggio 2014, le cui ferite probabilmente non si rimargineranno mai, ed eccoci a piangere altre vittime... 

E, guardate, il luogo comune che molti portano come causa di tutto "i fiumi non sono puliti"  o che "non si possono tagliare le piante nel fiume" non regge perché sono stati spesi solo in questi ultimi cinque anni DECINE DI MILIONI DI EURO (*) proprio per far diventare i fiumi marchigiani dei CANALI (...con tanto di funzionari regionali arrestati per   tangenti, si veda qui l'ultimo caso).

Ora, ditemi voi se questi sono gli interventi che servono per mitigare il rischio o se, invece, bisogna lavorare sul territorio - a scala di bacino - dando ascolto a chi ha competenze e conoscenze in merito, senza necessariamente trasformare il fiume in un canale rettilineo.   

Probabilmente è una frase retorica quella che ho appena scritto, lo so. Ma gli appelli e gli allarmi lanciati da chi studia il clima e l'ambiente vengono ascoltati forse solo quando si verificano eventi come questo e, in particolare, solo per il tempo di piangere, peraltro facendo passerella elettorale, le tante, troppe vittime dell'ennesima tragedia!

Io, in tutta sincerità, sono veramente stanco per questa situazione e,  all'orizzonte, vedo nuvoloni neri. Spero vivamente di sbagliarmi, altrimenti ci troveremo di nuovo qui a farci le stesse domande e a piangere altri amici... 


(*) vi riporto solo alcuni degli interventi "milionari" in alveo, giusto per far capire la portata di questi lavori:

VARI FIUMI

MISA

POTENZA

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