Natura et Ratio

giovedì, giugno 02, 2022

Un piccolo tesoro (a rischio) nei Sibillini: il Chirocefalo della Sibilla

Anche nell'Appennino centrale abbiamo ambienti "estremi", caratterizzati da condizioni ambientali che limitano a pochi giorni la possibilità di svolgere appieno il ciclo vitale di alcuni piccoli organismi (in questo caso si tratta di crostacei d'acqua dolce). E' il caso del laghetto effimero di "Palazzo Borghese", nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, e di un suo piccolo-grande tesoro: la specie endemica Chirocephalus sibyllae, il Chirocefalo della Sibilla, parente del più "famoso" Chirocefalo del Marchesoni (che vive nel "vicino" lago di Pilato).



Questo recentissimo articolo, frutto di anni di ricerca, fa il punto della situazione ed evidenzia le principali problematiche cui questa specie (e la comunità zooplanctonica di questo laghetto effimero) deve fronteggiare.

In particolare, i cambiamenti climatici legati alle attività antropiche possono portare al ripetersi, in tempi molto (troppo) ravvicinati, di eventi molto impattanti (quali la scarsità di precipitazioni invernali/primaverili o temperatura sopra-media nel mese di maggio) che - per quanto questi organismi abbiano evoluto adattamenti sopraffini viste le condizioni estreme di vita - ne compromettono la riproduzione e la sopravvivenza!

Insomma, abbiamo dei veri e propri "termometri ambientali" che rafforzano la necessità e l'urgenza di intervenire su scala locale e globale con politiche ambientali volte alla sostenibilità delle attività umane e alla tutela della biodiversità.


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[la foto del post è tratta dal video pubblicato nella pagina youtube del Parco nazionale dei Monti Sibillini]

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#Clima #cambiamenticlimatici #Sibillini #ChirocefalodellaSibilla #Chirocephalussibyllae #fauna #monitoraggi #zoologia #biodiversità #ricerca #politicheambientali #sostenibilità

https://www.mdpi.com/2073-4441/14/11/1750  

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lunedì, settembre 14, 2015

Microecosistemi (artificiali) autosufficienti per produrre aria, acqua, cibo

Fantascienza? Forse no :)
Eccovi AstartE, un ecosistema artificiale terrestre dotato di una centralina a intelligenza artificiale (rete neurale) capace di adattarsi all’ambiente in cui si trova per produrre aria pulita, cibo sicuro (vegetali) e acqua potabile in condizioni ambientali sfavorevoli, come nelle periferie urbane degradate o... nello spazio!
I processi biologici che avvengono al suo interno derivano dai sistemi di supporto alla vita bio-rigenerativi a ciclo chiuso (BLSS), già impiegati in orbita terrestre. Come questi ultimi, sono in grado di sostenersi in autonomia, raggiungendo spontaneamente condizioni di crescita ottimale.
Altre informazioni qui (è un file pdf).
WOW :)

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lunedì, novembre 17, 2014

12/11/2014... io c'ero!

Capita raramente, nella pur breve storia dell'umanità, di essere testimoni di piccoli-grandi eventi che lasciano un segno indelebile e imperituro.
Bene, lo scorso 12 novembre 2014 posso umilmente dire... "io c'ero". Ho trepidato, gioito e pianto (sì, un pochino!) per la fase clou della missione spaziale della sonda Rosetta e del lander Philae dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Forse ai più sembrerà una notizia "banale", di secondo piano e quasi... melensa, dato che arrivare ad orbitare attorno ad una cometa e far scendere un piccolo lander (il modulo Philae) su di una palla di neve sporca sembra tutto fuorché un evento epocale.
E' vero, di primo impatto e senza una minima riflessione la notizia passa e lascia poco, anzi... qualcuno inizia a borbottare su quanto potrà essere costato questo giochetto per fanatici di astronomia (alla fine ciascun europeo ha sborsato l'enorme cifra di 3,50 euro per questa missione!!!). Ma se ci si ferma solo un attimo a riflettere ragionando sui motivi che ci spingono, fin dagli albori della civiltà, a porci domande e a provare ad andare ogni giorno più avanti nella ricerca di risposte.... bene, allora gli occhi (e il cuore) iniziano a vedere quello che solo chi sogna con i piedi ben ancorati a terra può immaginare, scienziati in primis.
Avere un obiettivo improbabile (studiare una cometa... portando una sonda sulla sua superficie), progettare un veicolo in grado di arrivare, dopo 10 anni dal lancio e 6,4 miliardi di chilometri percorsi, ad oltre 500 milioni di km dalla Terra per un incontro galante e misterioso con l'anonima cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, uno dei corpi celesti che racchiude i segreti dell'origine del nostro Sistema Solare: ecco, questi sono i sogni che portano al vero progresso dell'umanità, perché sfidando incognite, imprevisti e difficoltà, si superano ostacoli e si cercano risposte ai quesiti di sempre (...da dove veniamo? Cosa nasconde il suolo di una cometa? Nel ghiaccio di questi corpi celesti possono essere presenti i mattoncini della vita, ovvero amminoacidi?)....
Il bello della tecnologia di oggi è che basta un pc per essere aggiornati - tramite siti, blog e social network - in tempo reale o quasi... dato che la distanza della sonda porta ad un ritardo di circa 28-30' nelle comunicazioni. Un bell'esempio di living science, tra freddi dati dei monitor del centro di controllo missione di Darmstatd dell'Agenzia Spaziale Europea e le emozioni lette nei visi - ora preoccupati e tesi, ora distesi e felici - dei ricercatori che hanno letteralmente investito oltre 15 anni della loro vita professionale a questa missione. I primi dati hanno letteralmente cambiato le (scarse) conoscenze attorno a questi misteriosi e affascinanti corpi che nascondono i segreti della formazione del Sistema Solare (pianeta Terra compreso) e non è che l'inizio!

Per saperne di più su cosa è veramente accaduto il 12 novembre vi rimando a questo video e a questo bellissimo articolo scritto da Marco Malaspina dell'INAF. Per i più piccoli, c'è questo bel video-cartoon che spiega l'incredibile viaggio della sonda Rosetta e del lander Philae.
La missione non termina qui, ovviamente: scienziati e cittadini comuni sono in attesa dei primi, preziosi risultati registrati dagli strumenti a bordo dei due spacecraft. E speriamo di avere altre notizie entro agosto 2015, quando sono previste le ultime fasi di questo bellissimo sogno.
Ad majora, Rosetta & Philae!

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martedì, aprile 24, 2012

Inquinamento e tumori infantili: il nesso c'è. Ditelo ai politicanti, please!

Brescia, inquinamento: i tumori infantili aumentano dell'8% annuo Quasi ogni giorno ne abbiamo conferma, purtroppo. Sempre più ricerche e studi mettono in evidenza il nesso tra alcune patologie tumorali e l'inquinamento ambientale causato dalle attività antropiche. L'ultimo campanello d'allarme viene da Brescia, cittadina tristemente nota per la presenza di un inceneritore di rifiuti. Ecco l'articolo tratto dal web. Nel 2011 nel Bresciano i carcinomi infantili sono cresciuti dell'8% rispetto all'anno precedente. Ogni anno si registrano in tutto 25/30 nuovi casi. Secondo gli esperti, il dato è da attribuirsi all'inquinamento ambientale Ad aumentare sono soprattutto i carcinomi nel primo anno di età. Il dato è allarmante, dato che conferma il rapporto tra tumore e inquinamento ambientale: a pochi mesi dalla nascita, la malattia non si può di certo attribuire a sbagliati stili di vita, quindi la causa si deve cercare in qualcosa accaduto durante la gravidanza. Di questa vera e propria emergenza, se ne è parlato nell'incontro «Ambiente, salute, qualità della vita a Brescia» a palazzo San Paolo da Azione Cattolica. Nel bresciano si registrano ogni anno 25/30 nuovi casi di carcinomi infantili. E questo aumento è dovuto al fatto che «l'ambiente interagisce con il corredo genetico delle persone», spiega Alberto Arrighini, responsabile del Pronto Soccorso pediatrico agli Ospedali Civili di Brescia. L'inquinamento di aria, terreno e falda acquifera del nostro territorio è tra i più allarmanti d'Italia. L'aria respirata, con le polveri sottili continuamente fuori norma, sta facendo crescere in modo esponenziale anche il numero di bambini che presentano malattie allergiche e respiratorie. Per combattere il fenomeno, bisogna ridurre «le fonti di inquinamento che derivano da auto e impianti industriali», spiega ancora Arrighini. Un'ovvietà, direte. Ma dato che nessuno, nel mondo politico, muove mai un dito in proposito, forse è giusto ripeterlo: continuando a martellare sullo stesso chiodo, non si sa mai che a un certo punto venga giù la parete. Fonte: bresciatoday.it

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